“A Studio Abroad” by Aryan Ozmaei

Curated by Pietro Gaglianò

THE EXHIBITION:

Aryan Ozmaei (born in Teheran and living in Florence) works in a studio that is always hovering over some border: whether it be cultural, linguistic, political, or physical. The artist’s double citizenship is not only a legal status, simplified by regular documents, but concerns also a mental and ethical dimension. Aryan shares habits and points of view from both worlds she belongs to: the one where she comes from and the other one where she decided to live, which was formed from her new family. Such a tie discloses a double nostalgia of Iran as well as of Italy (“nostalgia”, from ancient Greek, means literally a painful wish to return). Furthermore Aryan has a critical gaze on limits, contradictions and harshnes of both worlds, and she keeps herself, as well as her studio, always abroad in relation to a clear and simple sense of belonging. All this feeds her artistic research, which does not accept the exotic stereotype about the “Iranian woman”, spread in the art world by authors, which exploited that colonialism of the imagery in western civilization. Aryan’s painting represents an attempt to find a point of balance between her different educational paths, between the stories of her two countries, between the difficulty of living as an artist, as a cosmopolitan citizen, and the sense of art itself. Her canvases show her studio, her parents (who live between Iran and California) and describe an interior landscape made by coexistences, suspensions and conflicts condensed on the surface of art.

Lo studio in cui Aryan Ozmaei (nata a Teheran da anni di base a Firenze) si trova sempre oltre qualche confine, di carattere culturale, linguistico, fisico. La doppia cittadinanza dell’artista non è solo definita da uno status legale, semplificato grazie a quanto scritto sui suoi documenti, ma abita una dimensione mentale e morale. Da molto tempo Aryan condivide abitudini, usi e punti di vista di entrambi i mondi ai quali appartiene, quello delle sue origini e quello in cui ha scelto di vivere e ha fondato la sua nuova famiglia: un legame doppio che si manifesta con la nostalgia dell’uno e dell’altro (nostalgia, dal greco antico, vuol dire doloroso desiderio del ritorno), ma anche con uno sguardo critico sui limiti, sulle contraddizioni e sulle asprezze dell’uno e dell’altro, mantenendo l’artista – e il suo studio – sempre all’estero rispetto a una appartenenza chiara e semplice, A Studio Abroad. Tutto questo entra nella sua ricerca artistica che non accetta lo stereotipo esotizzante della “donna iraniana”, sdoganato nel mondo dell’arte da autori che hanno subìto, e sfruttato, il colonialismo dell’immaginario di marca europea e statunitense. La pittura di Aryan Ozmaei, i soggetti così come la pratica stessa, rappresenta il tentativo di trovare un punto di equilibrio: tra i suoi diversi percorsi formativi, tra le storie dei suoi due paesi, tra la difficoltà di collocarsi nel mondo, come artista, come cittadina cosmopolita, e il mezzo stesso dell’arte. Le sue tele, dedicate, agli interni del suo studio, ai genitori che vivono metà dell’anno in California e metà dell’anno in Iran, descrivono un paesaggio interiore di coesistenze, di sospensioni, di conflitti condensati sulla superficie dell’arte.

THE ARTIST:

EXHIBITION OPENING:

EXHIBITION DETAILS:

OPENING:

November 23, h. 6.30 pm

DATES:

November 23 - December 10, 2016
mon-fri 10:00 am – 9:00 pm - free entrance

SPACE:

ADDRESS:

Santa Reparata International School of Art
Via Santa Reparata 19r, 50129 Firenze

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